Lasciatemi andare tenendomi per mano

“Voglio che mi trattino come persona e non come malata” scrive in una pagina del suo diario Fiorenza, prima di non poterlo più fare perché la Sla le impedirà anche questo. Lasciatemi andare tenendomi per mano parla di sofferenza e di una famiglia normale che si trova ad affrontare un “mostro”, di desiderio di eutanasia anche, ma soprattutto di amore. Quello di Fiorenza verso la sua famiglia e quello dei suoi familiari verso la moglie, mamma, sorella, nonna.

Una memoria individuale, che Fiorenza vuole fortemente lasciare, allo stesso tempo familiare – in un dialogo coi pensieri delle figlie Silvia e Francesca e del marito Giampaolo – e collettiva perché la Sla è più frequente di quanto si pensi. Un libro che lascia un segno.

Io e le mie figlie, Silvia e Francesca, vogliamo condividere con voi la gioia della pubblicazione del libro che nasce dal diario di mia moglie. Abbiamo voluto portare una testimonianza, ripercorrendo, con il nostro vissuto, il diario scritto da lei nel decorso della sua malattia. Il libro è un percorso di sofferenza ma anche di amore e di forza, per arrivare ad una serena accettazione, non scontata. (Giampaolo Berti).

Pagine: 104

12,00

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